In un certo senso Freud aveva mostrato che tutti gli uomini sono artisti: un sogno è una piccola opera d’arte e ogni notte noi sogniamo.
Che cosa pensavano tutte queste persone sul fatto di esistere? Pareva quasi che fossero semplicemente lì, che fossero soltanto sedute: discutevano e gesticolavano, ma non davano l’idea di parlare di qualcosa di importante. All’improvviso le venne in mente quello che aveva detto Kierkegaard: la caratteristica distintiva della massa era la chiacchiera priva d’impegno.
Per tutta la storia della filosofia, i filosofi hanno cercato di rispondere alla domanda riguardo a che cosa sia un essere umano, o di individuare quale sia la natura umana. Secondo Sartre, invece, l’uomo non possiede nessuna ‘natura’ eterna cui fare riferimento. Per questo motivo non serve chiedersi quale sia il ‘significato’ della vita in generale. In altre parole, siamo condannati a improvvisare: siamo come attori che vengono mandati in scena senza avere un ruolo, un copione e un suggeritore che possa sussurrarci in un orecchio quello che dobbiamo fare. Noi stessi dobbiamo scegliere come vogliamo vivere.
martedì 6 aprile 2010
Il mondo di Sofia - Jostein Gaarder /3
Etichette:
filosofia,
il mondo di sofia,
jostein gaarder,
letteratura norvegese
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento