sabato 27 febbraio 2010
I Berlinesi - Sven Regener /1
“Naa. E’ il bello di qui: non puoi fare niente di sbagliato. Non frega un cazzo a nessuno”.
A me il cibo greco dà sempre speranza. Che razza di sbobba è mai questa, eppure che successo mondiale, cioè, questi se ne stanno in giro in tutto il mondo e preparano queste porcate e la gente le mangia veramente, è fantastico!
Sebbene qui in qualche modo non sembri un problema, è evidente che qui nessuno conosce nessuno.
Frank non riusciva a spiegarsi la faccenda, e d’altra parte alla fine neanche gli importava: se si divertiva si divertiva, non bisognava sempre e per forza spiegarsi tutto, a volte bisogna saper prendere le cose come vengono.
“Stop!” gridò H.R. “Non un’altra parola. Tutti nel mio ufficio!”
“Perché” disse Erwin.
“Perché voglio registrarlo”.
“Registrare cosa”.
“La vostra conversazione. E’ fantastica!”.
“Io ti prendo a calci nel culo!” disse Erwin.
“Fantastico” disse H.R. “Ti amo, Erwin”.
“Che cosa succede a uno che si è ubriacato e dorme? Te lo dico io, Chrissie: quello lì dorme perché è ubriaco. E uno così lo si lascia dormire, finché a un certo punto si sveglia tutto da solo con il mal di testa e una gran sete. E’ del tutto normale, ci sono dietro delle leggi di natura, Chrissie, contro cui non si può fare niente”.
mercoledì 24 febbraio 2010
Tristano - Thomas Mann /2
Accade non di rado che un ceppo familiare di tradizioni pratiche, borghesi, aride, verso la fine della sua vicenda si redima ancora una volta attraverso l’arte.
Uno scrittore è un uomo a cui lo scrivere riesce più difficile che non a qualsiasi altro uomo.
Il mondo è gremito di quello che io chiamo il ‘tipo inconsapevole’; e io non li sopporto, tutti questi tipi inconsapevoli! Non sopporto tutto questo vivere e agire opaco, inconsapevole e non illuminato dalla conoscenza, questo mondo fatto di una straziante ingenuità, intorno a me! Sono spinto, con una dolorosa ineluttabilità, a illustrare ogni essere che mi stia intorno, a pronunciarlo e a portarlo al livello della coscienza – nella misura in cui mi bastano le forze, - senza preoccuparmi se ciò possa esercitare un effetto propulsivo oppure inibitorio, se porti consolazione e sollievo o invece aggiunga dolore.
lunedì 22 febbraio 2010
Tristano - Thomas Mann /1
Il fatto è che mi alzo presto perché in fondo mi piace dormire. […] Un uomo mattiniero, mi pare, non ha alcun bisogno di alzarsi così presto. La coscienza, signora... è una brutta faccenda la coscienza! Io e i miei pari ce la trasciniamo in giro per tutta la vita e siamo costretti a darci un gran da fare per ingannarla, ogni tanto, e darle qualche piccola, astuta soddisfazione. Siamo esseri inutili, io e i miei pari e, salvo poche ore fortunate, ci arrovelliamo, malati, nella consapevolezza della nostra inutilità. Odiamo l’utile, sappiamo che è volgare e brutto e difendiamo questa verità, come si difendono soltanto quelle verità di cui si ha un assoluto bisogno. E tuttavia siamo torturati dalla cattiva coscienza a un punto tale che in noi non c’è più la minima zona sana. A ciò si aggiunge che tutto il mondo della nostra esistenza interiore, la nostra visione del mondo, la nostra maniera di lavorare... hanno effetti spaventosamente malsani, imprevedibili, logoranti, e anche questo peggiora la situazione. Non si può fare a meno di ricorrere a piccoli palliativi, senza i quali non si riuscirebbe a resistere. Così, una certa sobrietà e una certa igienica severità nei modi di vivere sono per alcuni di noi, per esempio, un’esigenza. Alzarsi presto, spaventosamente presto, un bagno freddo e poi una passeggiata fuori, sulla neve... Questo fa sì che forse, almeno per un’oretta, siamo contenti di noi stessi. Se io mi lasciassi andare ad essere quello che sono, rimarrei a letto fino a pomeriggio inoltrato, mi creda. Se mi alzo presto, in fondo è soltanto ipocrisia.
sabato 20 febbraio 2010
Senza nome - Amélie Nothomb
Non sapere dove stessi andando non mi impediva di andarvi.
Uno dei mali di quest’epoca è che non si può più domandare alla gente cosa fa. Questa domanda un tempo innocente suscita oggi un disagio troppo profondo. La disoccupazione è una delle cause. Io lo trovo un peccato. Se qualcuno mi dicesse molto semplicemente che nella vita non fa niente, avrei per lui parecchia ammirazione. E’ fantastico non fare niente. Pochissima gente ne è capace.
giovedì 18 febbraio 2010
Boy A - Jonathan Trigell
In effetti non è brutto Chris, è solo che si liscia i capelli neri in avanti con così tanto gel che sembra di plastica, come un omino del lego.
La natura aborre il vuoto.
L’alcool è una dannazione, degna di Dante. Più bevi, più vuoi bere, e alla fine rimani comunque disidratato. E’ una tortura più efficace che spingere un masso in cima a una montagna.
Non si tratta di fare una scelta, qui. E’ rinunciare a scegliere. Ci sono volte che non hai voglia di prendere decisioni. Niente, nada, nulla, nothing, zip, zero. Si rende conto che non sono i vuoti. I vuoti vanno bene. I contenuti causano i problemi. Sono le otturazioni che creano i buchi.
martedì 16 febbraio 2010
Mille splendidi soli - Khaled Hosseini /3
Il nome del nostro watan è ora Emirato Islamico dell’Afghanistan. Queste sono le leggi che noi applicheremo e alle quali siete tenuti a obbedire.
Tutti i cittadini devono pregare cinque volte al giorno. Se durante l’ora della preghiera verrete sorpresi in altre attività, sarete bastonati.
Tutti gli uomini devono portare la barba. La lunghezza prescritta è di almeno un palmo sotto il mento. Se non vi conformerete a questa disposizione, sarete bastonati.
Tutti i ragazzi devono portare il turbante. Gli scolari delle scuole elementari porteranno il turbante nero, quelli delle scuole superiori bianco. Tutti gli studenti devono indossare abiti islamici. Le camicie devono essere abbottonate sino al collo.
E’ proibito cantare.
E’ proibito danzare.
E’ proibito giocare a carte, giocare a scacchi, giocare d’azzardo e far volare gli aquiloni.
E’ proibito scrivere libri, guardare film e dipingere.
Se tenete in casa dei parrocchetti, sarete bastonati e i vostri uccelli verranno uccisi.
Se rubate, vi sarà tagliata la mano al polso. Se tornate a rubare vi sarà tagliato il piede.
Se non siete musulmani, non dovete praticare la vostra religione in luoghi dove potete essere visti da musulmani.
Se disubbidite, sarete bastonati e imprigionati. Se verrete sorpresi a convertire un musulmano alla vostra fede sarete giustiziati.
Donne, attenzione:
Dovete stare dentro casa a qualsiasi ora del giorno.
Non è decoroso per una donna vagare oziosamente per le strade. Se uscite, dovete essere accompagnate da un mahram, un parente di sesso maschile. La donna che verrà sorpresa da sola per la strada sarà bastonata e rispedita a casa.
Non dovete mostrare il volto in nessuna circostanza.
Quando uscite, dovete indossare il burqa. Altrimenti verrete duramente percosse.
Sono proibiti i cosmetici.
Sono proibiti i gioielli.
Non dovete indossare abiti attraenti.
Non dovete parlare se non per rispondere.
Non dovete guardare negli occhi gli uomini.
Non dovete ridere in pubblico. In caso contrario verrete bastonate.
Non dovete dipingere le unghie. In caso contrario vi sarà tagliato un dito.
Alle ragazze è proibito frequentare la scuola. Tutte le scuole femminili saranno immediatamente chiuse. Se aprirete una scuola femminile sarete bastonati e la vostra scuola verrà chiusa.
Alle donne è proibito lavorare.
Se vi renderete colpevoli di adulterio, verrete lapidate.
Ascoltate. Ascoltate con attenzione. Obbedite. Allah-u-akbar.
sabato 13 febbraio 2010
Mille splendidi soli - Khaled Hosseini /2
giovedì 11 febbraio 2010
Mille splendidi soli - Khaled Hosseini /1
[…] Herat […] un tempo era stata la culla della cultura persiana, la patria di scrittori, di pittori e di sufi. “In questa città non si poteva stendere una gamba senza dare una pedata in culo a un poeta” le aveva detto ridendo.
Quel giorno Hasina dispensava consigli su come respingere i corteggiatori indesiderati.
“Un metodo a prova di imbecille, dal funzionamento garantito. Ti do la mia parola. […] Fagioli. Non meno di quattro scatole. La sera in cui la lucertola sdentata viene a chiedere la vostra mano. Ma la tempestività, signore, la tempestività è tutto. Dovete conservare i fuochi d’artificio per l’ora del tè.”
“Me ne ricorderò” disse Laila.
“Anche lui se ne ricorderà, sta’ tranquilla.”
I cinesi dicono che è meglio stare senza cibo per tre giorni che senza tè per un giorno.
“Parli da figlia arrogante di un professore universitario amante della poesia, quale sei. Sei proprio una ragazza di città.”
Fu anche l’estate del Titanic, l’estate in cui Mariam e Aziza, in un groviglio di braccia e di gambe, si rotolavano per terra ridendo come matte. Aziza voleva recitare lei la parte di Jack. […]
“Jack e tu sei Rose!” […]
“Va bene, tu sei Jack” diceva rassegnata. “Tu muori giovane, mentre io vivrò sino a tarda età.”
“Si, ma io muoio da eroe,” diceva Aziza “mentre tu, Rose, passerai tutta la tua infelice vita a rimpiangermi.”
Forse, capire quando non si può più cambiare nulla è la giusta punizione per chi è stato spietato.
martedì 9 febbraio 2010
Tess dei d'Urberville - Thomas Hardy /3
La grandezza di una vita non è dovuta a sistemazioni esterne, ma all’esperienza soggettiva. Un contadino emotivo conduce una vita più piena, con orizzonti più ampi, più ricca di drammaticità di quella di un pachidermico re.
Era più brillante che ardente, più vicino a uno Shelley che a un Byron, poteva amare disperatamente, ma di un amore fantasioso, spirituale, una complicata emozione che poteva gelosamente proteggere l’amata dal suo vero io.
Penso meglio della gente quando ne sono lontano.
Mentalmente era rimasta in una condizione di estrema staticità, una condizione che quei lavori meccanici favorivano piuttosto che impedire.
Poteva sopportare che la propria storia fosse nota a ogni persona della fattoria purchè questa rimanesse isolata nelle menti di ognuno. Era lo scambio di idee intorno a lei che feriva la sua sensibilità.
Era per natura la più impertinente e caustica delle quattro ragazze.
“Estranei? … ma lo siamo davvero?”
domenica 7 febbraio 2010
Tess dei d'Urberville - Thomas Hardy /2
Spese anni e anni in studi senza metodo, tentativi e meditazioni; e cominciò a provare una notevole indifferenza verso tutte le regole e le forme sociali, prese a disprezzare sempre più le distinzioni di rango e di ricchezza.
Nei primi tempi trascorreva lassù tutta la giornata, a leggere un mucchio di testi e a strimpellare su una vecchia arpa acquistata a un’asta, dicendo, quando si sentiva di cattivo umore, che avrebbe sempre potuto guadagnarsi il pane per le strade con quella, un giorno o l’altro.
Più si è acuti, più si è in grado di trovare uomini originali. Le persone ordinarie non vedono alcuna differenza tra un uomo e l’altro.
Inaspettatamente cominciò a godere della vita all’aperto per se stessa, e per ciò che recava, indipendentemente dal rapporto con la progettata carriera. Riflettendo sulla sua condizione, si sentì meravigliosamente libero dalla cronica malinconia che prende le razze civilizzate, al declinare della fiducia in una Potenza benefica. Per la prima volta, negli ultimi anni, poté leggere secondo l’ispirazione del momento, senza dover riempire la mente di nozioni utili per una professione.
sabato 6 febbraio 2010
Tess dei d'Urberville - Thomas Hardy/1
“Attraverso l’esperienza” dice Roger Ascham, “troviamo una via breve, dopo un lungo errare.” Non di rado questo lungo errare ci rende incapaci di sostenere un ulteriore viaggio. E allora di che utilità è la nostra esperienza?
Era diventata quel che si dice una creatura affascinante; l’aspetto era attraente, e richiamava l’attenzione: l’anima era quella di una donna che non si era lasciata deprimere dalle esperienze turbinose attraverso le quali era passata negli ultimi anni. Se non fosse stato per il giudizio della società, quelle esperienze avrebbero potuto costituire semplicemente una educazione liberale.
mercoledì 3 febbraio 2010
L'eleganza del riccio - Muriel Barbery /2
Io ho capito molto presto che la vita passa in un baleno guardando gli adulti attorno a me, sempre di fretta, stressati dalle scadenze, così avidi dell’oggi per non pensare al domani... In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea.
Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell’altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire.
Questa è una cosa che ammiro in Marguerite: sul fronte concettuale o logico non è proprio un fulmine, ma ha un’incredibile capacità di rispondere per le rime. E’ un dono. Io sono intellettualmente superdotata, Marguerite invece è l’asso della battuta pronta. Mi piacerebbe moltissimo essere come lei, io trovo sempre la risposta giusta cinque minuti dopo e poi mi rifaccio il dialogo da sola.
lunedì 1 febbraio 2010
L'eleganza del riccio - Muriel Barbery /1
Se l’esistenza è assurda, una brillante riuscita non vale più di un fallimento. E’ solo più piacevole. Anzi, nemmeno: credo che essere coscienti renda il successo amaro, mentre la mediocrità spera sempre in qualcosa.
Tolti l’amore, l’amicizia e la bellezza dell’Arte, non c’è molto altro di cui la vita umana si possa nutrire.
E’ sempre molto sconcertante scoprire che quello che credevamo il segno distintivo della nostra originalità è invece un habitus sociale dominante.
Si, l’universo tende segretamente alla vacuità, le anime perdute rimpiangono la bellezza, l’insensatezza si accerchia. Allora beviamo una tazza di tè.
E’ dimostrato che nel go per vincere bisogna vivere, ma anche lasciare vivere l’avversario, e questo è uno degli aspetti più riusciti. Chi è troppo avido perde la partita: è un sottile gioco di equilibri in cui bisogna essere in vantaggio senza schiacciare l’altro. In fin dei conti, la vita e la morte sono solo conseguenze della solidità o meno di una costruzione. Lo dice uno dei personaggi di Taniguchi: vivi, muori, sono solo conseguenze.

