In primo luogo, Cartesio afferma che non bisogna mai accettare nulla per vero se non lo si riconosce evidentemente tale.
I romantici si sentivano attratti dalla notte, dall’alba, dalle antiche rovine e dal soprannaturale. Erano affascinati dai ‘lati oscuri’ dell’esistenza, cioè da tutto ciò che è buio, misterioso, ossessivo.[…] Si diceva che ‘l’ozio è l’ideale del genio e l’indolenza la virtù romantica’. Il dovere per i romantici era vivere profondamente la vita o allontanarsene sognando un’altra realtà. Il commercio e le faccende di tutti i giorni erano cose da piccolo borghesi.
Nella moderna società urbana, diceva Kierkegaard, l’uomo si perde nella massa, e il tratto distintivo della massa è la ‘chiacchiera’. Oggi useremmo la parola ‘conformismo’: tutti pensano e credono la stessa cosa senza che nessuno abbia un rapporto ‘passionale’ con le proprie affermazioni. […] ‘La massa è falsità’ o ‘La verità è sempre in minoranza’ sono sue affermazioni.
Questo perpetuo creare, allora, perché? Per travolgere nel nulla quel che è stato creato?
[ Faust – Goethe]
domenica 4 aprile 2010
Il mondo di Sofia - Jostein Gaarder /2
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