“Vorrei dormire, ma tu devi danzare.” Lo scoraggiante controsenso che vi era espresso lo torturava: dover danzare mentre si ama...
Oh, doveva venire! Doveva notare che lui non c’era, doveva sentire che cosa lui provava, doveva seguirlo di nascosto, anche se soltanto per pietà, per venire a posargli la mano sulla spalla e dirgli: Torna dentro con noi, sii felice, io ti amo. E lui tendeva l’orecchio verso la sala alle sue spalle e aspettava preso da una tensione irragionevole, aspettava che lei venisse. Ma lei non venne. Cose simili non succedono sulla terra.
Se ne andò per la strada che doveva percorrere, con un passo un po’ trascurato e disuguale, fischiettando tra sé e sé, guardando le lontananze con la testa un po’ inclinata da una parte, e quando si smarriva, ciò accadeva perché per certi uomini non c’è la retta via. Se gli si domandava che cosa intendesse fare nel mondo, forniva risposte contraddittorie, perché usava dire (e l’aveva anche già scritto) che portava in sé la possibilità di mille forme di esistenza insieme con la segreta consapevolezza che in fondo si trattava di mere impossibilità...
La nausea e l’odio verso i sensi lo colse, e insieme un anelito verso la purezza e una decorosa pace, mentre respirava l’aria dell’arte, l’aria tiepida e dolce e impregnata di profumi di una primavera permanente, in cui, dentro un misterioso piacere creativo, tutto fermenta e germoglia. Avvenne così semplicemente che, scaraventato senza posa tra limiti estremi, tra una gelida spiritualità e l’ardore dilaniante dei sensi, conducesse una vita estenuante in mezzo alle pene della sua coscienza, una vita sfrenata, sregolata, incomprensibile di cui lui, Tonio Kroger, in fondo, aveva orrore. Quale labirinto! pensava talvolta. Ma come è stato possibile che io sia precipitato in tutte queste eccentriche avventure? Non sono uno zingaro nel suo carrozzone verde, sono per nascita...
sabato 24 aprile 2010
Tonio Kröger - Thomas Mann /1
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