Sentirsi speciali è la peggiore delle gabbie che uno possa costruirsi.
Mattia pensò che rimaneva solo questo, che tutto l’affetto dei genitori si risolve in piccole premure, nelle stesse preoccupazioni che i suoi elencavano al telefono ogni mercoledì: il mangiare, il caldo e il freddo, la stanchezza, a volte i soldi. Tutto il resto giaceva come sommerso a profondità irraggiungibili, in una massa cementificata di discorsi e di ricordi da correggere, che sarebbero rimasti tali.
La gente si prendeva quello che voleva, si aggrappava alle coincidenze, quelle poche, e ci tirava su un’esistenza.
Ormai l’aveva imparato. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante.
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