martedì 2 marzo 2010

I Berlinesi - Sven Regener /2

Ma la cosa che stupiva Frank più di ogni altra era quanta poca attenzione attirassero: la gente in giro per strada, e in quel freddo mercoledì notte ce n’era sorprendentemente parecchia, passava accanto a bizzeffe senza badare più di tanto a loro, e in qualche modo la cosa gli piacque, forse qui succede spesso.

“Freddie non è come te” disse Karl a Martin. “Forse, ancora una volta, Freddie è un po’ più avanti di noi”. “Si, questo è possibile. Ma a che serve, essere sempre un po’ più avanti degli altri? Cioè, se uno è in anticipo, in qualche modo non è neanche in orario”.

“Allora vado”.
“Sì. Saluta tutti”.
“Tutti chi?”.
“Non ne ho idea”.

“Sì, certo, qui in birreria ci vanno sempre tutti da soli, siamo a Berlino, non è mica il Freimarkt di Brema, bello”.

“Che senso ha bere qualcosa prima di andare in birreria?”
“Lascia che ti dica una cosa” disse Karl riemergendo con due bottiglie di Beck’s “e che ti valga per la vita: bevi sempre finché puoi. Non si sa mai: dopo può sempre mettersi di traverso qualcosa”.

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