domenica 21 marzo 2010

Più lontana della luna - Paola Mastrocola /3

Non è che non volessi raccontare niente di me. E’ che di colpo mi sembrò di non avere niente da raccontare: niente di raccontabile. Glauco no, i gin fizz in discoteca no, l’Ape con l’ombrello faceva ridere, Micale, i voli, le magie neanche a provarci, non avrebbero capito. Tutte cose irraccontabili. Che brutto avere una vita che non si può raccontare, è come non averla.

Non avevo fatto il trovatore, questo no. E a Antonietta avrei dovuto dirlo: se uno rivede un vecchio amico lo deve dire se nella vita ha fallito. Però, al fondo di tutta la catena, avevo trovato le cave. Era un fallimento? Non era quel che cercavo, ma forse non sapevo di cercarlo.

Ci sono cose che non pensi che esistano, come fai a cercarle? Per questo stavo ferma. Ma ci speravo ancora, segretamente, ci speravo in un angolino riposto di me, che io stessa non sapevo dove fosse, ma sapevo che esisteva. Quando ti ho incontrato, ero certa che fossi tu. Non era te che cercavo, ma ti avevo trovato. Si può trovare una cosa che non si cerca?

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