lunedì 25 gennaio 2010

La vita davanti a sé - Romain Gary /2

Una cosa che mi è sempre sembrata strana è che le lacrime sono state previste nel programma. Vuol dire che era previsto che noi piangessimo. Bisognava pensarci. Un costruttore che si rispetti non avrebbe mai fatto una cosa simile.

In una persona i pezzi più importanti sono il cuore e la testa ed è per questi che bisogna pagarla più cara. Se si ferma il cuore, non si può continuare come prima e se la testa si stacca del tutto e non gira più bene, la persona perde i suoi attributi e non gode più della vita. Io penso che per vivere bisogna mettercisi molto presto perché dopo si perdono tutte le forze e regali non te ne fa nessuno.

Ma io non ci tengo tanto a essere felice, preferisco ancora la vita. La felicità è una bella schifezza e una carogna e bisognerebbe insegnarle a vivere. Non vi parlerò della felicità perché non voglio fare una crisi di violenza, ma il signor Hamil dice che io ho delle disposizioni per l’inesprimibile. Lui dice che bisogna cercare nell’inesprimibile e che ci si trova tutto.

“Perché piangi?”
“Non piango mica.”
“E queste cosa sono? Non sono lacrime?”
“No. Non so mica da dove vengono”.

Non volevo proprio più esserci. Ho chiuso gli occhi ma ci vuol altro ed ero sempre lì, quando uno vive è una cosa automatica.

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