venerdì 8 gennaio 2010

Il ritratto di Dorian Grey - Oscar Wilde

Quando una persona mi piace moltissimo non ne dico mai il nome a nessuno: è come rinunciare a una parte di lei. Ho imparato ad amare il segreto: mi sembra l’unica cosa che può rendere misteriosa – o splendida – la vita moderna. La cosa più banale diventa deliziosa se solamente la si nasconde.

“Non esistono buone influenze, signor Gray. Ogni influenza è immorale – dal punto di vista scientifico. Perché influenzare qualcuno significa dargli la propria anima. Costui non ha più pensieri che gli siano naturali, e brucia di passioni che non gli appartengono. Le sue virtù non sono reali: i suoi peccati, ammesso che i peccati esistano, sono presi a prestito. Diventa un’eco della musica di qualcun altro, l’attore di una parte non scritta per lui. Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io: realizzare perfettamente la propria natura è il motivo per cui siamo qui.”

E la Bellezza è una forma di Genialità – anzi, è più alta del genio perché non ha bisogno di spiegazioni.

Lord Henry continuò a giocare con quell’idea, ostinatamente: la scagliò in aria, la trasfigurò, la lasciò fuggire per poi riprenderla; usò la fantasia per darle colore, il paradosso per farla librare in alto. Man mano che parlava l’elogio della dissennatezza divenne pensiero.

Non tengo in alcun conto cosa dice la gente comune e non giudico mai cosa fanno le persone che mi piacciono. Se una personalità mi affascina, qualsiasi forma di espressione essa scelga è incantevole.

Accade tuttavia qualche volta che una bella tragedia traversi la nostra vita, e se questa bellezza è reale, l’episodio risveglia in noi il senso dell’effetto drammatico. D’improvviso scopriamo di non essere più gli attori, ma gli spettatori di un dramma. O meglio, siamo l’uno e l’altro. Osserviamo noi stessi, e la semplice meraviglia dello spettacolo ci soggioga. In questo caso, cosa è accaduto realmente? Qualcuno si è ucciso per amor tuo. Vorrei aver avuto questa esperienza: mi avrebbe fatto innamorare dell’amore per il resto dei miei giorni. Le persone che mi hanno adorato - non ce ne sono state molte, ma qualcuna sì – si sono sempre ostinate a sopravvivere, molto dopo che avevo smesso di amarle, o loro di amare me. Sono diventate grasse e noiose, e quando le incontro attaccano subito coi ricordi. Che cosa tremenda, la memoria delle donne! Terribile! E che enorme ristagno intellettuale rivela! Bisognerebbe saper assorbire i colori della vita senza mai ricordarne i dettagli. I dettagli sono sempre volgari.

Come sono felice che tu non abbia mai creato niente, scolpito una statua, dipinto una quadro, o prodotto nulla al di fuori di te stesso! La vita è stata la tua arte. Hai fatto del tuo essere una musica – i tuoi giorni sono stati i tuoi sonetti.

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