Sarebbe interessante per la scienza osservare sul posto i cambiamenti mentali degli individui. Sentivo che anch’io stavo diventando scientificamente interessante.
Se ne stava lì davanti a me, entusiasta, favoloso, nel suo abito variopinto, con l’aria di essere scappato da una compagnia di mimi. Persino la sua esistenza era improbabile, inspiegabile, sconcertante. Era un problema insolubile. Era assurdo che esistesse, che fosse riuscito ad arrivare così lontano, che ce l’avesse fatta a rimanerci. “Mi spinsi un po’ oltre,” disse, “poi ancora un po’ oltre – e alla fine mi trovai così lontano che non so più come farò a tornare indietro. Ma non importa. C’è tutto il tempo. Io posso cavarmela”.Il fascino della giovinezza avvolgeva i suoi cenci multicolori, la sua miseria, la sua solitudine, la desolazione profonda dei suoi futili vagabondaggi. Per mesi – per anni – la sua vita non era valsa il salario di una giornata, e tuttavia era lì, coraggiosamente, spensieratamente vivo, indistruttibile, in apparenza, grazie ai suoi pochi anni e alla sua audacia irriflessiva. Mi attirava a lui un sentimento simile all’ammirazione – all’invidia. Il fascino lo spronava, il fascino lo manteneva illeso. Aveva solo bisogno di esistere e di andare oltre, correndo i massimi rischi possibili e subendo il massimo delle privazioni. Se mai lo spirito di avventura, assolutamente puro, non contaminato da calcoli o da finalità pratiche, ha dominato un essere umano, esso dominava questo giovane pieno di toppe.
martedì 26 gennaio 2010
Cuore di tenebra - Jospeh Conrad
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